CHIESA DEL CARMINE

Via Matarazzo – Lamezia Terme Sambiase

 

 

 

 

ORARIO  CELEBRAZIONI:

Festivi: 7:00, 10:00

                               Feriali: 7:00

Piano Luppino: Sabato 16:30

 

 

 

                       festa patronale: 16 Luglio

 

Cenni storici:

Da un Bollario Carmelitano risulta che Mons. Antonio Facchinetti, poi Papa Innocenzo IX, fondò nel1566 il Convento del Carmine a Sambiase in un luogo ove ricadevano i ruderi di una piccola chiesa dedicata a S. Giovanni, appartenuta ai Benedettini di S. Eufemia, e presso il sito bizantino di S. Blasio.

La Chiesa venne rimaneggiata alla fine del settecento con la costituzione della volta e del parato a stucchi che all’ interno comprende i dipinti murari e all’ esterno contorna le finestre della parete destra.

Nel 1809 con decreto fu affidata ai Padri Minimi che vi officiarono fino al 1886, quando per l’ incameramento al Demanio dei beni conventuali, voluto dallo Stato Unitario, questi religiosi dovettero abbandonare Sambiase.

Nel 1887 lo Stato consegnò il complesso edilizio all’ Amministrazione Comunale che utilizzò parte del convento adibendolo a carcere mentre la Chiesa fu riaperta al culto.

Nel 1924 Mons. Giambro la elevò a parrocchia con il titolo di S. Maria del Monte Carmelo.

 
 

Opere significative:

Visione di S. Elia, dipinto su muro, F. Colelli ( XVIII sec. )

Vinea Carmeli, dipinto su muro, F. Colelli ( XVIII sec. )

Trasfigurazione di Cristo, dipinto su muro, F. Colelli ( XVIII sec. )

San Cirillo, dipinto su muro, F. Colelli ( XVIII  sec. )

San Dionisio, dipinto su muro, F. Colelli ( XVIII sec. )

San Telesforo, dipinto su muro, F. Colelli ( XVIII sec. )

Sant’ Andrea Corsini, dipinto su muro, F. Colelli ( XVIII sec. )

San Michele Arcangelo, dipinto su muro, F. Pallone ( XVIII sec. )

Madonna delle Grazie, dipinto su muro, F. Pallone ( XVIII sec. )

Adorazione dei Magi, dipinto su muro, F. Colelli ( XVIII sec. )

Porticina di Tabernacolo, dipinto su legno, allievo Colelli ( XVIII sec. ) 

 

                   Dice B.P. :

 La vita senza l'apprezzamento della bellezza è come una giornata uggiosa in cui manchi il sole.