Una Tranquilla serata da Angelo
Eccoci qui dopo aver finita un altra ennesima riunione
di clan il solito cinquino di ragazzi stanchi del pesantissimo dibattito tenuto
in riunione dal tema chi è più bono Raul Bova o il pane e nutella?,
conclusasi con la vittoria schiacciata dei risimugli allo scoglio, decidiamo
e organizziamo vista l’ora e l’appetito come sempre di andare a
mangiare un boccone dalla pizzeria , rosticceria , osteria, pasticceria , gelateria
tutto cotto a legna da ANGELO il ragazzo dalle mani d’oro non soltanto
perché ha circa 13kg di braccialetti e anelli sparsi per il corpo che
sembra la pubblicità di Marco Columbro quando presenta il montepremi
in palio(no la mia macchina) per il vincitore di Paperissima spiegando tutti
i canoni da rispettare e tutti i canoni ris
pettati al fine di decidere il campione
della stagione di video più divertente a cui vengono affidati la vincita
lucrativa di 100 gettoni d’oro a banconote da 1€ si proprio così
lui somiglia proprio MARCO COLUMBRO. Vabbè andiamo avanti così
tutti decisi di andare a trovare il nostro amico e mangiare un buon boccone
muniti di automobile ci dirigiamo verso la pizzeria con destinazione bucolia.
Non dimentico mai quella sera del….del….del….nn mi viene i
mente dovevamo andare a mangiare un boccone da Angelo ma per raggiungere quella
meta sconosciuta(come diceva l’antenato zio arciduca Zanna chiamato così
per non (Ecco il famoso mezzo di locomozione
del Dattero)essere mai andato da piccolo dal dentista nonno del mio vicino di casa
è molto più facile trovare un ago nel pagliaio che un pagliaio
in un ago) occorrevano trovare 2 automobili per arrivarci e si dichiararono
volontari la cabriolet rossa 205 pegeout che al posto dei cavalli sul libretto
riportava 25 ciucci e se consultavi il listino del quattroruote trovavi scritta
ancora nn l’hai buttata ,vabbè questo non conta diceva Raffaele
l’importante che non è buona fuori ma che è buona dentro
se per fare tanta dlin dlin e iscriverla pi girare a pubblicità di l’acqua
Rocchetta aggiunsi io con molta eleganza tipo ragioniere magnaccio cornuto che
non gli tornano i conti(molto arrabbiato per chi non l’avesse capito!!!)poi
soggiunsi dai muoviamoci trasi nto Yeti(cioè ntro u mostro) chiamato
così no perché ha un motore da bomba ma perché è
proprio brutta che in confronto Maria Francesca Carrammatèllo è
bella. l’altra automobile a disposizione fu l’un altro ferrarino
rosso fiammante(inizialmente blu metallizzato poi diventato rosso grazie hai
colpi di sole come la barba pizzetto di Mario Isabella il ragazzo più
basso del paese anche di Ciccio)tanto che se non ci stai attento e ti appoggi
con una mano rischi di prenderti un ustione dell’ottavo grado della scala
Mercalli, poi e talmente veloce che la ferrari di Schumacher a confronto non
è altro che una macchinina telecomandata senza batterie, infatti fa 32000
Km al micro secondo inoltre caratteristica importantissima di questa automobile
è l’ impianto casse di 8000 watt che non appena senti la radio
al passeggero gli viene spontaneo dirgli ma watt….ma watt….ene a
fanculo che qui l’orecchie schiattano, essi sono talmente potenti che
sfondano la barriera del suono, sono talmente potenti che battono di qualche
decibel anche la voce stridula( tipo mammut di 16quintali che si accoppia con
un fenicottero) di Alessandra(lei è il mammut) la ragazza che ha la bocca
come il suo post
eriore cioè grande molto grande tipo a porta da Matrice du Carmine e di Grazie misi insieme. Così una volta spiegate le macchine
da museo utilizzate per arrivare da Angelo ci dividemmo nei mezzi di antiquariato
e partimmo. Lungo la strada incontrammo migliaia di pericoli infatti io ero
nella 205 rossa guidata da Raffaele mezza orecchio(per gli amici)lui è
un ragazzo che non appena lo vedi dici subito ma quello è a metà
infatti può essere paragonato ad un ovetto kinder senza sorpresa , ad
una torta senza crema, ad un aratro senza buoi, ad Antonio Longo senza unghie,
a Mario alto, a Massimo (la Uno rossa targata
SaVutano)all’in piedi su uan gamba sola a Moka alle prese
con un bar che nn vende caffè, qualcosa di allucinatnte a dir poco sconvolgente.
Cmq dopo queste piccoli particolari possiamo dire che arrivammo alla pizzeria.
Un volta entrato i padroni del locali ti fanno sentire subito a tuo agio infatti
ti danno la mano ti salutano ti domandano come stai insomma come se nn fossi
a casa tua infatti ti fanno lavare a terra, prendere le prenotazioni del proprio
tavolo e nn solo ma anche tutti i tavoli limitrofi al tuo che sono all’incirca
un 100 , e poi ti fanno apparecchiare, lavare ecc… ovvero ti fanno fare
tutte le cose che Moira Orfei non farebbe nel suo circo, che le prostitute non
farebbero nell’atto intimo, che un pescatore all’ombra dell’ultimo
sole non nn farebbe al suo pesce, come Fabio C. nn farebbe alla sua favella
ecc. cioè cose mai viste. Dopo aver sgobbato per circa un paio d’ore
ci sediamo al tavolo e aspettiamo che arrivino le pizze, e così nel frattempo
si comincia a parlare di qualsiasi tema come Giuseppe A si è fidanzato?oppure
si è fidanzato Giuseppe A? Oppure Oppure ma moka sta dormendo o sono
le sopracciglie che si sono spettinate e sono finite sugli occhi? O ancora Giuseppe
ha un flirt ? O ma Antonio l. come si taglia le unghie? Con il flex? Con il
forbicine del poto? Col motoserra? O nessuna delle precedenti? A queste domande
ci diamo delle risposte che però rimangono sempre aperte con l’attesa
di avere un giorno la possibilità di chiuderle. E così dopo tutte
queste chiacchierate ci arriva la pizza, una pizza spaventosa infatti è
gigantesca è talmente grande che per posate si usano a tridenti e lu
faciuni, poi è una pizza che inizialmente è buona senza inizialmente
…buona, ma poi quello che succede la notte è un incubo, infatti
hai un’arsura che non ti basta per placarla mancu tuttu u camion di acqua
Villella riempito fino all’orlo infatti nell
a notte ti alzi 13 o 56 volte
per l’ambasca, però ne vale la pena perché è una
pizza speciale come la panda …panda Robert special) infatti inizialmente
non si sente poi come per magia senti che qualcosa sta lievitando dentro di
te infatti ad un tratto ti senti gliumbatu e non ce la fai ad andare avanti,
infatti tutte le volte che andiamo per mangiare sta pizza è una sfida
tra te e lei e tu non puoi farla vincere,così che io mi comincio a sbottonare
inizialmente la cinta poi a metà Calvario(non intendo quello che sta
succedendo sulla mia testa) sbottono i pantaloni e quando ormai manca 2 pezzi
per arrivare al traguardo e tu ti trovi li in mutande e calzini non ti resta
altro tirare via l’elastico delle mutande e infine siiiiiiiiiiii fai i
salti di gioia salti canti cu lu culu di fora
(Ecco a chi ci ispiriamo quando andiamo da Angelo)nudo, per quella saletta contento
perché hai battuto la signora pizza infatti hai un euforia interiore
come quando l’inter non vince qualcosa cioè sei sempre felicissimo,
6 talmente felice come un drogato in ecstasy che cerca di farsi un tiro di semi
di citrola, come massimo quando esce in coppia con Alessandra e riesce a mollarle
un bacio sentendosi lo stesso sapore che si prova mangiando u paninu cu la porchetta
completo da fhera , come Raffaele che se la fa con Ciuri e riesce a farlo godere
senza usare SHOGUN o SUINFANS come dir si voglia, incredibile(come Hulk ) ma
vero. cmq dopo aver finito tutti di mangiare il proprietario del locale ci offre
il liquore di nome particolari ma allo stesso tempo eccezionale infatti ci fa
scegliere tra: L’ACQUA CALDA che non è altro che il nome diverso
dello spirito utilizzate dalle mamme a pulire i mobili infatti ha lo stesso
sapore lo stesso odore l’unica cosa che cambia è il colore (lo
si acquista nelle migliori za Rachela della zona)* Grappa. In alternativa alla
acqua calda c’è il vecchio amaro di nonno Joe che non è
altro che la brutta copia del vecchio amaro del capo il Gigi Marzullo dei ricchi
e poveri il Dante dei promessi sposi, ha un odore molto simile ad un peto all’essenza
di pecorino sardo, ad un rutto con l’essenza di titilli, a nu zingaru
cu li superga, ma accompagnato con un biscottino era buono da morire…….
si asfissiato. Inoltre c’era ancora il LIMONCETTO un nome molto strano
infatti inizialmente non capimmo che si trattasse di un limoncello perchè
analizzando attentamente la morfologia della parola pensi che si tratta di una
marca di stuzzicadenti ricavato dall’albero del limone infatti separando
e traducendo la parola inglese LIMONCETTO in italiano diventa limon vabbè
(albero di limone) cetto voce del verbo accettare quindi si trattava del lavoro
molto stressante e lacerante esercitato dagli indigeni della Sicilia per vivere
per far vivere il suo patrone, perciò infine unendo i due vocabili esce
fuori accetta l’albero di limoni e nun rumpiri i cugliuni all’ indigeni
e allu patruni . ma poi vediamo che su un 4x4(non un fuoristrada ma un vassoio
) nn arrivano gli stuzzicadenti ma un bottiglia di limoncello. Infine non il
primo ma nemmeno il penultimo cioè l’ultimo vi è (che non
è una ruga di sambiase) la cosa nera un liquore che non appena senti
il nome pensi subito ad una ragazza zulu(tipo Maria Concetta Cristiano) vestita
a metà o meglio svestita che arriva verso di me e mi dice frasi iper
arrossanti anzi arrapati tipo ….ehi bel morettone, bel capellone ehi bel
foltone ecc. e avvicinandosi fa per finta di far passare la sua mano nei miei
capelli accarezzandomi, soffiandomi sulla test
a per fare muovere il mio albero
di limone ormai spoglio e così facendomi mi fa ingrifare tipo na pittella
di ficu indiana e infine sussurrandomi nell’orecchio mi dice vuoi assaggiarmi
guarda che ho poteri miracolosi……io sentendo tali parole comincio
ad immaginarmi foltissimo come Lorenzo lamas che gira un film che non è
renegade ma bensì(no camillo)un film documentario sui lama….. o
come Razza di cane che gira un film con la barale da bollino rosso e no credit
card da mandare in onda solo dopo la mezzanotte per un pubblico di soli adulti
sulle reti locali…. Ma infine tutti questi sogni rimangono solo sogni
costruiti in aria col rischio che qualche jet-jambo-alitalia se li porti via
perché una domanda sorge spontanea come dice il mio amico U’ PARASSITA
ma i sogni aiutano a vivere o la vita è un sogno? Be se i sogni promettono
denaro allora la vita è un sogno altrimenti è un incubo……..dopo
questa piccola graffa (parentesi)(foto di un
nostro caro amico) di filosofia possiamo dire che tutti ciuchi(da
non confondere con ciucci altro aggettivo che ci si addice a faggiola ma che
in questo ambito nn è molto affine) è ubriachi pagammo il conto
che era proporzionale alla salsedine della pizza………infatti
era molto salato……e infine……andammo a riprendere i nostri
bolidi e via verso nuove mete sconosciute perché la notte è giovane…
e non faccaimola invecchiare.........................Alla Prossima
Antonio D’